Cani al parco, che avventura! Le prime passeggiate all’ aperto con il nostro amico a quattro zampe sono sempre le più emozionanti perchè rappresentano una nuova esperienza per lui e per noi e sono un momento unico da trascorrere insieme, oltre a salvaguardare la salute e il benessere del nostro pelosetto. Meta maggiormente gettonata  è senza dubbio il parco.

i cani al parco sono una vera e propria moda oggigiorno!

Andare al parco aiuta la socializzazione e stimola il nostro cane all’esercizio fisico e quindi al movimento che fa bene alla sua salute. Piccola premessa: durante i primi tempi si deve portare fuori il più spesso possibile dato che essendo piccolo non sa controllare i suoi bisogni fisiologici e deve imparare da zero.

Una volta cresciuto basta portarlo fuori tre volte al giorno e fargli fare una gita fuori porta una volta alla settimana per conoscere posti nuovi e trascorrere del tempo insieme. Il parco  è un luogo di intrattenimento e di svago per lui, in cui impara ad entrare in contatto con gli altri cani.

Per essere portato a passeggio il cane deve avere almeno tre mesi ed essere vaccinato di modo da essere protetto e poter salvaguardare chi gli sta intorno. Deve sempre essere accompagnato al guinzaglio, ed ascoltare i comandi che gli vengono rivolti, di modo da non creare problemi nè a noi e nè agli altri.

I cani sono imprevedibili, sono sempre necessari tanta attenzione e tanto affetto!

Ascoltare e obbedire sono elementi importantissimi quando si esce fuori casa, così come camminare a pari passo con il suo padrone senza tirare, per questo motivo, un aspetto importante  è insegnare ai nostri cani a ubbidire al richiamo.

Il richiamo  è un aspetto importantissimo che richiede innanzitutto che la relazione tra cani e padroni sia stretta e forte. Il contatto visivo  è il primo aspetto fondamentale per raggiungere questo scopo.

Lo sguardo, ma anche i gesti e il tono della voce sono elementi che i cani interpretano come un vero e proprio linguaggio. Grazie a una voce ferma e decisa il cane sarà in grado di capire quello che gli viene chiesto, ed è importante usare sempre gli stessi termini senza gridare o sgridarlo, di modo che si abitui a collegare una parola detta in maniera tranquilla con un certo gesto.

I gesti sono un altro elemento che il cane interpreta in maniera chiara: per indicare un punto in cui si vuole che il cane vada, basta semplicemente indicarlo con il dito.

Per fare in modo che il cane obbedisca al richiamo si ricorre a quello che viene chiamato rinforzo positivo.

Il rinforzo positivo consiste nel premiare il cane quando si comporta nel modo che vogliamo, spronandolo in questro modo a comportarsi cosi ogni volta che vogliamo ottenere qualcosa da lui. I premi a cui facciamo riferimento sono di solito gli snack, elemento che serve bene il nostro scopo. Attraverso questa operazione il richiamo diventa un momento sempre meno problematico ma gestibile su larga scala.

A questo punto si deve fare una precisazione: i premi che si ottengono dal rinforzo positivo devono però diminuire a mano a mano che il cane impara i comandi, di modo da non farlo obbedire solo quando si tratta di ricevere una ricompensa. Le carezze e le coccole sono più che sufficienti al nostro scopo una volta ottenuto quello che vogliamo.

La fase di addestramento è sempre la più dura, e richiede tanta pazienza e costanza, soprattutto se il cane ha un carattere ribelle e giocherellone. Arrabbiarsi o innervosirsi è controproducente dato che porta il cane ad agitarsi poichè percepisce il nostro stato d’animo.

Buona fortuna!